La depressione non è una scelta, arriva e basta. Ci uccide dentro, provoca isolamento, immensa tristezza.

"Solo chi ne ha sofferto, o ne soffre, sa cos'è davvero la depressione".

La depressione non è una scelta. Arriva. Arriva e basta. Nessuno sceglierebbe qualcosa che uccide dentro, che soffoca con la sua immensa tristezza. Che affoga con i tentacoli del suo buio.

La depressione, il male oscuro, come a volte viene chiamata è una malattia subdola, che cresce piano e ti uccide dentro. Provoca ansia, smarrimento, profonda tristezza.

Ridere della depressione di qualcuno è crudele e da incivili. Prendere in giro questa malattia, ridurla solo a un momento no della vita o peggio ancora a una “nottataccia insonne”, dimostra solo ignoranza nei confronti di un male che affligge tante persone in tutto il mondo.

Il Brasile per esempio è lo stato dell’America latina con il più alto indice di depressione. L’organizzazione Mondiale della Sanità addirittura ci dice che nel 2020 la depressione rappresenterà la causa principale dell’allontanamento dal lavoro nel mondo.

La depressione non è una scelta, è una lotta dentro e fuori di noi.

Nel mondo di oggi, nonostante il benessere e le tante conquiste, ancora non capiamo nulla della vita. È come uno scrigno pieno di sorprese, dove può accadere che lo stress, la colpa, occupino dentro di noi uno spazio più grande della gioia di vivere.

La depressione comincia cosi e poi è tutta una discesa. Una discesa dolorosa che provoca ansia, soffoca il petto, isola da tutti. Non risparmia nessuno, neanche i personaggi famosi che crediamo ne siano immuni.

Di recente c’è stato il caso della cantante brasiliana Anitta, allontanatasi da tutto per curare la sua depressione. I fans e altre persone, sui social, non sempre hanno avuto parole positive per questa sua scelta. A volte la gente si permette commenti assurdi pensando di sapere tutto, ma non è così.

Guarire dentro per poi guarire fuori

La depressione non si sceglie

Solo chi ha sofferto di depressione sa come funziona, sa che non c’è morte più dolorosa di quella che comincia dentro di noi.
E non c’è cosa peggiore che vedere sui social il dolore di una persona venire denigrato, preso in giro da chi vuole solo aggiungere altro disagio.

Nessuno ha il diritto di criticare le scelte di qualcuno. Si scappa solo perché si ha bisogno di ritrovarsi dentro, di riprendere in mano la propria vita.

Diamo solidarietà a chi soffre in silenzio.

Offriamoci quindi per aiutare le persone, invece di giudicarle, di spingerle ancora più giù. Sosteniamole perché nessuno è immune da questa malattia. Tutti conosciamo sicuramente un amico, un famigliare, magari un vicino che ha sofferto di depressione. Chissà quante persone proprio ora vivono questo male oscuro.

Qualcuno ha detto una volta che che la farfalla passa attraverso il pane, impastato dal diavolo, mentre è ancora un bruco.

Una bellissima metafora che afferma come tutti noi possiamo essere quella farfalla.
Possiamo uscire dal nostro bozzolo, dal buio della vita, (dal pane impastato dal diavolo) e ricominciare a volare.

Rispettiamo quindi il dolore della depressione. Abbracciamo virtualmente anche chi non conosciamo, diamogli la nostra solidarietà.
Facciamo in modo che torni a vedere i colori dei fiori.

Per approfondire:

 

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