Caro marito, ti spiego perché sono sempre di cattivo umore

Una lettera che tutte le coppie dovrebbero leggere

Mio caro marito, lo so. Te lo chiedi sempre. A volte lo domandi espressamente a me, altre fai finta di niente.

Perché sono sempre di cattivo umore? Perché sono così facilmente irritabile? E perché quasi mai sembro felice?

La risposta è una. Ed è semplice. Sono di cattivo umore, irritabile e infelice a causa tua. E no mio caro, ti prego, non cadere dalle nuvole.

Non fingerti sorpreso e non accusarmi di essere incontentabile. Sai fin troppo bene che tutte le responsabilità della casa, dell’educazione dei nostri figli, sono sulle mie spalle.

Ma sono stanca. Sono di cattivo umore perché la stanchezza genera tensione. Sono irritabile perché il carico certi giorni è insostenibile. E sono infelice mio caro, perché quella promessa di aiutarci e sostenerci l’hai dimenticata.

Adoro la mia casa e amo infinitamente i nostri figli, ma non dovrei essere la sola ad aver cura di tutto questo. Non ho progettato da sola la nostra famiglia.

È vero sono una donna forte. Una donna che anche nelle giornate peggiori la forza riesce a trovarla per risolvere mille problemi e difficoltà. È vero. Vedi che non mi arrendo ad esse, ma tu caro marito mio, hai usato questa forza contro di me.

Lo hai fatto delegandomi, giorno dopo giorno, sempre più compiti e responsabilità. Non mi sono tirata indietro, perché sono fin troppo matura da capire che qualcuno deve pur farlo. E se non insieme , io. E se non tu io.

Caro marito ti spiego perché sono sempre di cattivo umore

Mio caro marito, tu che noti cattivo umore e irritabilità, hai notato a quanti dei miei hobby ho dovuto rinunciare per mancanza di tempo?

A quanti sogni ho accantonato per aiutarvi a realizzare i vostri. A quante volte sono corsa di là in cucina per nascondere ai nostri figli le lacrime di tristezza e di stanchezza?

Tu hai il tuo lavoro che ti porta a restare molte ore fuori casa e non manchi mai di ricordarmelo, ma anch’io ho il mio oltre la nostra casa e i nostri figli. Anche a me piacerebbe una domenica alzarmi mezz’ora più tardi mio caro.

Mi piacerebbe avere un aiuto seppure piccolo in casa, discutere insieme le regole dell’educazione da dare ai nostri figli, vederti più presente durante i loro compiti o le attività sportive. Farebbe bene a loro. Farebbe bene anche a te.

E mi piacerebbe, mio caro, vedere almeno la tua gratitudine per tutto ciò che faccio da sola. Invece dai tutto per scontato e anzi.
Osi anche criticarmi spesso e volentieri!

Sono stanca. E sono di cattivo umore. Sono irritabile e sono infelice. La domanda che ora dovresti rivolgerti e rivolgermi è solo una: cosa posso fare per aiutarti? E per vedermi tornare a sorridere.

Mi manca il tuo aiuto. Il tuo appoggio. L’uomo che mi ha promesso si sostenermi e rispettarmi. Mi manca un marito che sia tale e non semplicemente un ospite in casa mia.

Un invito alla lettura:

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