Non dimenticare mai le mani che ti hanno cresciuto. Ti sorreggeranno sempre

Le mani che ti aiutato a muovere i primi passi e che ti accompagneranno anche quando non potrai più stringerle

Non dimenticare mai le mani che ti hanno cresciuto, quelle così care, quelle così amorevoli. Quelle di una madre. E subito pensandolo, ci accostiamo al bellissimo libro di Massimo Racalcati. Una dedica, una preghiera.

Non dimenticare è un atto di amore, ma anche di riconoscenza. Le mani di una madre, come sostiene l’autore del libro, non solo ci aiutano e ci salvano, ma sono capaci di esprimere qualcosa in più.

Non dimenticare mai le mani di una madre

Nom dimenticare le mani di chi ti ha cresciuto non rappresenta un semplice invito, ma è il fulcro di qualcosa di profondo. Della nostra identità, di ciò che siamo, di come lo siamo diventati.

Spesso la riflessione sui sentimenti e sul valore educativo la ricordiamo quando accade qualcosa di negativo, un imprevisto. La mano è la metafora dell’aiuto, rappresenta un appiglio, ci ricorda che non siamo soli.

Ma non è solo per questo che non dobbiamo dimenticare le mani di una madre. Esse sono state per tanto tempo il faro e la guida del nostro procedere.

Le abbiamo strette muovendo i primi passi e le abbiamo cercate prima di addormentarci. Non lo dimenticare.

Non dimenticare mai le mani che ti hanno cresciuto

Le abbiamo sentite quasi parlare quando ammonivano, e ci sono rimaste impresse mentre ci accarezzavano.

Non dobbiamo dimenticare le mani di una madre perchè, come ricorda Recalcati, la maternità è un’esperienza unica, fisica certo, ma soprattutto emotiva.

La madre è quella figura che, utilizzando sempre una metafora molto vera, evita di cadere nel vuoto, sorregge e soccorre.

E, impedendo questo, evita al figlio il baratro del non senso, il disperdere la propria vita.

Non dimenticare le mani di una madre significa anche capire che quelle mani non sono lì per trattenere, ma solo per condividere.

Quando ci lasciano

Perchè una madre sa che ciò che ha tenuto in grembo, quello che ha cresciuto e curato con tanto amore non le appartiene.

Proprio quando ci lasciano quindi quelle mani ci fanno il dono più grande. Quello della libertà e della consapevolezza.

Non dimenticare le mani di una madre significa allora ricambiare quell’atto di amore, dimostrare che quella libertà non diventa assenza.

Che quella consapevolezza diventa riconoscenza, che quell’amore rimane iscritto nella nostra anima.

Rainer Maria Rilke, uno dei più grandi letterati europei a queste mani ha dedicato poche righe. Stupende, essenziali.

“Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.”

Non dimenticare mai …

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