La zattera, il racconto buddista che vi aiuterà a trovare la serenità

Un antico racconto che insegna l’importanza del distacco per essere sereni

La filosofia buddista riserva sempre perle di saggezza. Come raggiungere la serenità è una di queste, spiegata in un semplice ed antico racconto.

Ognuno di noi ha obiettivi personali nella vita, traguardi, aspirazioni. Spesso ci troviamo in mezzo ad un vortice e non sappiamo spiegarci cosa ci frena.

Ci sentiamo perennemente insoddisfatti, senza gioia nè serenità. Come se fossimo a rincorrere un qualcosa cui non riusciamo a dare un nome.

Il tempo, spesso, è un giudice severo. Ci ricorda che scorre inesorabile,che ogni attimo è prezioso, e che per raggiungere la serenità occorre capire alcune cose.

Cosa ci insegna la metafora racchiusa nel racconto buddista?

Racconto buddista, la zattera

Il racconto buddista della zattera, un’antica memoria della tradizione,  ci accompagna in questa riflessione. Ci narra del tempo e delle zavorre che ci portiamo addosso. Di come, molte volte, siamo noi ad ostacolare la nostra vita.

Per raggiungere la vera serenità, aspetto diverso dalla felicità, dobbiamo imparare il distacco.

Capire come non rimanere attaccati a cose e persone ci aiuta a raggiungere quello stato mentale e psicologico chiamato serenità.

I protagonisti di questa antico racconto che Buddha amava ricordare ai suoi discepoli, sono un uomo e una zattera.

La zattera

La zattera, metafora di vita

Un uomo – inizia il racconto – decise un giorno di cambiare la sua vita. Per farlo però, era necessario attraversare un fiume, mosso e profondo.

Decise così, non avendo altre possibilità, di costruire una zattera. Lavorò senza sosta, incrociando tronchi di albero, desideroso di raggiungere la sua meta.”

Un approdo stimolante, un punto da cui ricominciare la propria vita. L’inizio di una nuova avventura capace di regalare benessere e serenità.

Quando finalmente raggiunse la sponda del fiume, simbolo del suo agognato traguardo, nacque dentro di lui un dubbio insistente.

Cosa fare della zattera? Abbandonarla o portarla con sè? Lasciarla lì o caricarla sulle spalle?

La risposta – concludeva Buddha – è nel cuore e nella mente di ognuno di noi.

Se vogliamo raggiungere la vera serenità, una volta raggiunta la sponda di una nuova vita, dobbiamo imparare a lasciare la nostra zattera mentale.

Cosa accade se non abbandoniamo la zattera?

Ritrovare la serenità

Quello che accade, molto di frequente, ad ognuno di noi, è l’incapacità a lasciare pesi e zavorre del passato.

Se fatichiamo per arrivare all’altra sponda del fiume, cioè a prendere la nostra vita tra le mani, responsabilmente, non possiamo poi sprecare tutto lo sforzo.

Raggiungere la serenità significa incamminarci senza più pesi sulle spalle non appena arrivati sulla nuova sponda della vita.

La zattera, spiegava Buddha nel suo racconto, è semplicemente un mezzo, non qualcosa che poi dobbiamo trascinarci dietro con fatica.
Perché, in questo modo, rimaniamo prigionieri proprio di quello che volevamo lasciare.

Vanifichiamo tutto l’impegno che abbiamo messo per attraversare il fiume. E per incamminarci verso una nuova vita.

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