Anche gli uomini piangono. Il loro cuore si spezza proprio come il tuo

Anche i più forti, quelli apparentemente più freddi: gli uomini piangono e non chiamatela debolezza

Certo che sì. Anche gli uomini piangono. In silenzio spesso. Nascondendosi a volte. Ma piangono. Il loro cuore va in frantumi. Come il tuo.

È un retaggio duro a morire, quanto falso, quello che vuole la figura maschile tutta di un pezzo.

Quello secondo il quale non è possibile che gli uomini piangono, che abbiano una reazione considerata appunto poco virile.

Gli uomini piangono, piangono anche gli eroi

Gli uomini piangono

Eppure la storia e la mitologia ci raccontano di uomini che piangono, di figure leggendarie capaci di esternare i propri sentimenti.

Piangeva Ulisse nell’isola di Calipso pensando alla patria lontana, piangeva Achille alla morte di Patroclo, Paolo mentre ascoltava Francesca. Addirittura il Talmud ci racconta che anche la Divinità perfetta non è immune dal pianto e dalla sofferenza.

Perché, allora, tanto stupore nel pensare a figure maschili con le lacrime agli occhi? Perché sorprendersi se anche gli uomini piangono e il loro cuore si spezza?

Gli uomini piangono e non sono deboli

Lacrime di sensibilità

Sino a poco tempo fa, quando ancora televisioni e strumenti di comunicazione di massa non erano così presenti, vigeva l’immagine dell’uomo tutto di un pezzo.

Una figura che non doveva mostrare paure, stati d’animo, emozioni.
Non era concepibile vedere gli uomini piangere, era segno di debolezza.

L’uomo doveva essere una sorta di robot asettico a cui non era concesso esternare se stesso. In realtà questa tipologia di uomo rappresentava un modello tanto falso quanto poco credibile.

Un mondo che non ammette le lacrime maschili, è un mondo che tende a nascondere la parte più autentica ed umana di sè.

Le lacrime, espressione di sensibilità

Anche il cuore di un uomo si spezza

Come giustamente affermato da una recente indagine condotta dall’Università di Bologna, le lacrime maschili sono la più bella espressione di sensibilità. Quella che, mentre condanna ancora gli uomini che piangono, permette alle donne di perdere la parte più dolce di loro stesse..

È da tempo infatti che l’universo femminile, anzichè esaltare i propri sentimenti, fa a gara con gli uomini per tenerli celati.

La spettacolarizzazione del pianto

Spettacolarizzazione del pianto

Quello che va evitato, è la spettacolarizzazione delle lacrime, il mostrare platealmente un sentimento tanto intimo e privato.

Perchè se da un lato non deve suscitare stupore o riprovazione vedere gli uomini che piangono, dall’altro occorre ripristinare il senso del privato. Oggi tutto deve essere mostrato, tutto deve essere condiviso, come prova di autenticità e sincerità.

In realtà questa spettacolarizzazione dei sentimenti, ed anche delle lacrime, va esattamente nella direzione opposta a quella dell’autenticità. Perché i sentimenti e le emozioni sono un fatto che riguarda la parte più vera, ma anche più delicata delle persone.

Se quindi non deve suscitare scandalo l’idea che anche gli uomini piangono ed hanno il cuore spezzato, questo non deve essere per forza spettacolarizzato.

E infine …

Non c’è nessuna maggiore credibilità nell’assistere al dolore, alla sofferenza in pubblico. Occorrerebbe forse che tutto il genere umano si riconciliasse con l’idea di rispetto e di lealtà.

Valori che non eliminano le cause del dolore, ma che le onorano con quella sensibilità degna di coloro che piangono.

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