Grazie, a tutti coloro che mi hanno ferito e abbandonato

Dedicato a tutti coloro che hanno risposto con la cattiveria ad ogni forma di amore e gentilezza. Grazie!

A chi un giorno mi ha abbandonato e mandato in frantumi i miei sogni. Quando li ha calpestati e derisi. A chi ha ricambiato il mio affetto gratuito con la moneta dell’ipocrisia. Quando mi ha ferito. Grazie!

E con il cuore, con un’anima lacerata, ma sopravvissuta. Con la forza che ho trovato in me e che non sapevo nemmeno di avere. E con il coraggio di saper andare avanti e ricominciare.

Grazie, esclamato con sincerità e convinzione è un’espressione bellissima. Esprime qualcosa di importante e, soprattutto, di sentito.

Perché diciamo grazie

Ringrazio chi mi ha ferito e abbandonato

Per i motivi più svariati, e molto spesso si pronuncia questa parola per riconoscenza, con gratitudine.

Ecco perchè siamo convinti che si debba dire grazie solo dinnanzi a qualcosa di positivo, qualcosa che accade rendendoci subito felici. Non sempre è così.

Grazie si può dire anche a coloro che ci hanno ferito, insegnandoci però a capire.

Se, come diceva Abraham Hicks, “grazie è la vibrazione più pura che esista sul pianeta”, ecco che è giusto dirlo quando si può ritrovare se stessi.

E quindi grazie

Grazie a chi mi ha ferito

Per aver rinunciato a me, alla mia persona

Per avermi fatto capire che non potrò mai essere quella che non sono, che non ero adatta, che non sarei mai riuscita.

Perché attraverso la tua costante disapprovazione, i tuoi rifiuti, le tue critiche, non avrei avuto il coraggio di ritrovare me stessa.

Grazie perché non avrei sentito quel minimo di forza e ritrovato il coraggio per ascoltare la mia voce ormai ridotta al silenzio. Perché avrei continuato a sentire solo la tua.

Perché mi hai insegnato, involontariamente, a combattere per me stessa, ad amare ed avere rispetto per la mia persona.

Grazie quindi per non avermi aspettata, per non avermi dato anche solo un’ opportunità in più. Per aver chiuso quella porta.

Per avermi lasciata sola

in mezzo ad una tempesta, e per avermi insegnato a cavarmela senza aiuto.

A capire che dovevo prendere in mano il timone della mia vita e che, insieme a quella barca, dovevo salvare i miei sentimenti più veri.

Grazie per avermi insegnato, con il tuo comportamento, che esistono persone in grado di non giudicare, e di apprezzare quello che una persona spontaneamente riesce a dare.

Per tutte le bugie che hai saputo raccontarmi. Per le mezze verità che utilizzavi solo per ingannarmi.

Grazie a chi mi ha reso ciò che sono

Sono diventate le vele che mi stanno conducendo in mare aperto, dove non esistono confini ma solamente opportunità.

Grazie per avermi fatto sentire indegna, solo perchè tentavo di spiegare le mie ragioni, solo perchè chiedevo fiducia. Ti ringrazio perché ho capito che l’indegno in realtà, eri tu.

Per avermi fatto capire cosa sono il rispetto e la sincerità prima ancora dell’amore.

E per avermi accompagnata sulla soglia di quello che consideravo un abisso, mentre invece ora lo vedo come un meraviglioso cielo azzurro.

Grazie a te che mi hai ferito e abbandonato, perché senza quell’esperienza che ci ha visti camminare fianco a fianco, non avrei capito tutto questo.

Un invito alla lettura:

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