3 motivi per cui le persone buone e gentili sono spesso tristi

Perché le persone buone e gentili sono molto spesso tristi? Scopri i 3 motivi che le rendono tali

Ci sono tante persone buone e gentili che vivono senza curarsi della loro felicità e, per questo, finiscono per essere infelici e tristi.

Lev Tolstoj diceva che la bontà è qualcosa al di fuori del concetto di causa ed effetto, ed è proprio questo il tratto comune delle persone buone.

Infatti coloro che sono generosi e disponibili dimenticano tante volte i propri bisogni, vivono cioè fuori dallo schema di utilità e ricompensa.

“La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai.”
(Henry David Thoreau)

Le persone buone e gentili si distinguono, abbiamo visto, per il disinteresse, per la capacità di aiutare, per il grande valore della compassione.

Rinunciare ad un proprio personale vantaggio, ad una tranquillità più o meno stabile, fa delle persone generose il tratto distintivo.

Ecco perchè non solo mettono il cuore in tutto quello che fanno, ma sanno chinarsi dinanzi al dolore altrui e caricarselo sulle proprie spalle senza chiedere ricompense.

Troppe volte però questa carica di umanità e questa disponibilità dell’anima non vengono riconosciute, ed è per questo che le persone buone e gentili  possono soffrire di tristezza. Persino di depressione.

Vediamo insieme quali sono gli atteggiamenti più comuni che portano le persone buone e gentili a soffrire per il loro modo di essere.

1- L’atteggiamento delle persone buone e gentili è spesso frainteso

persone buone e gentili sono spesso tristi

Una delle caratteristiche delle persone di cuore è quella di mettere se stesse in secondo piano e vivere con la speranza di poter essere di aiuto.

Se questa nobiltà d’animo non è riconosciuta, come spesso accade, vista l’insensibilità che pervade la nostra società, ecco che nasce un fraintendimento

Accade cioè che il comportamento di una persona buona venga letto come mancanza di opinioni proprie, di quel sano egoismo capace di smuovere il mondo.

E la persona generosa si ritrova circondata da indifferenza, quando non sarcasmo e mancanza di rispetto.

2- Consentono più o meno consapevolmente forme di prevaricazione

Persone buone e gentili

Quando la vita e gli atteggiamenti di alcuni sono dettati da egoismo, paure, bisogno di sicurezza, ecco che un comportamento mite e generoso può soccombere ad essi.

Cioè diventare in qualche modo complici di atteggiamenti che non rispettano la propria sensibilità. Tutto questo spesso avviene inconsapevolmente, ma si diventa tristi e ciò può essere un campanello d’allarme.

Ad esempio: si accondiscende ad una decisione per non dispiacere il genitore o l’amico, si è portati a dire sempre di si per non turbare la quiete di un rapporto.

Si finisce cioè per non porre limiti, anche netti, al modo di essere degli altri che, abbiamo visto, è sovente dettato solo da interesse personale .

3- Rimangino tali anche quando devono difendere qualcosa di sé

La tristezza delle persone buone

È vero, come diceva un saggio proverbio orientale, che nulla destabilizza più della gentilezza e del sorriso, ma in molte circostanze occorrerebbero atteggiamenti più risoluti.

Mentre, anche nelle circostanze più controverse, le persone buone e gentili non alzano mai la voce, e non abbandonano il loro modo di essere.

Questo viene scambiato per arrendevolezza, specie in un mondo che premia chi è più determinato e senza scrupoli.

La bontà, come insegnano diverse culture, non deve mai essere disgiunta dalla giustizia e dal rispetto della persona.

Ecco perchè essere sempre buoni, in un mondo di furbi e violenti, non è sempre, la scelta migliore!

Un invito alla lettura:

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