Non appoggiarti mai a nessuno, ricorda che se si sposta, tu cadi. Credi in te stesso e sarai invincibile

Non appoggiarti a nessuno, non affidarti a nessuno, ma credi in te stesso, nella tua forza e sarai invincibile.

“Sappi che tutta la vita è un ponte molto stretto, e quello che devi fare è non avere mai paura.”
-Nachman di Breslav

Tante volte ci troviamo nel mezzo di quel ponte, sospesi tra i nostri dubbi, spinti ad andare avanti o, viceversa, a rinunciare e fare ritorno al punto di partenza.

Sorpresi altre volte da tempeste improvvise che minano la nostra fiducia, che ci portano a smarrire anche il senso di quello che stiamo facendo.

In quei momenti ognuno cerca di attingere a quello che di positivo sente dentro di sé, e molte volte il primo sguardo è rivolto al cielo, come a cercare un appiglio a cui tenersi stretti proprio quando l’unica dimensione che si percepisce… è quella del buio.

Sono quegli attimi capaci di farci comprendere come il tutto si raccolga in pochi secondi, momenti che sembrano eterni per quanto impegnativi e carichi di significato.

Assomigliano a quelle situazioni che magari si sono viste in un film, nelle quali il confine che separa lo strapiombo dalla salvezza, si raccoglie nell’istante in cui una mano sembra allungarsi per condurci fuori dal pericolo.

Finiamo spesso, passata la tempesta, per dimenticarci di questa forza, per ripiombare nella solita routine dove tutto sembra girare intorno a coordinate fatte solo di ragione e di materialità.

Eppure, se ci fermassimo a riflettere e tentassimo di ripercorrere con la mente quanto vissuto, ci accorgeremmo come l’impossibile e lo straordinario appartengono al nostro mondo.

Se solo fossimo meno distratti ed un poco più riconoscenti…

Se solo fossimo capaci di custodire e coltivare quella dimensione che ci appartiene e che, con troppa superficialità, releghiamo in qualche anfratto salvo ricordarcene solo quando ne sentiamo il bisogno.

“Quando ero bambino credevo in un angelo custode accanto a me. Ora credo di avercelo dentro.”

Forse non esistono parole più appropriate per comprendere tutto questo. La frase di Erri De Luca ci insegna come quella mano invisibile può essere parte di noi se solo impariamo a custodirla e non dimenticarla alla prima occasione.

Perché in mezzo a quel ponte sospeso capiterà di tornarci, a volte per fatalità, altre volte per scelta. In qualche caso come direzione obbligata, in altri come desiderio di senso della vita.

E sempre verrà il momento dove non basteranno i ragionamenti ed il proprio tornaconto, ma servirà cogliere la parte migliore di sé.

Quella che, se avremo avuto la delicatezza di custodire nel nostro cuore, saprà prenderci per mano e portarci sull’altra sponda della vita.

Condividi questo articolo