Il tempo non ti fa perdere gli amici, ti fa solo capire chi sono quelli veri. L’amicizia autentica sfida il tempo e le distanze

Non chiamateli amici coloro che non accorrono nel momento del bisogno, che non hanno il tempo per ascoltare, che non prendono la vostra mano quando fuori è buio.

No. Non chiamateli amici coloro che vogliono sempre e solo gioire, i primi ad arrivare ad una festa. I primi a sparire quando la festa è finita.

Non sono tali coloro che non sanno asciugare una lacrima, che non sanno vederla impigliata tra le ciglia. Chi non comprende il vostro pianto silenzioso.

“… poichè l’amore, come l’amicizia, che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti, che afferra solo ciò che è vano. Il vostro amico sia il vostro bisogno saziato, il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza”.

Così, quasi un secolo fa, Gibran scriveva dell’amicizia. Quella vera.
Quel legame che sa resistere alle avversità, che brilla quando, intorno, le tenebre oscurano la via e il sentiero si è fatto fango, sterpaglia. Quando occorre avere un segnale per ritrovare la via di casa.

Fanno sorridere oggi questi pensieri.
Siamo felici, come le faccine degli emoticon, quando possiamo dire di avere tanti “amici”. Quando rimbalziamo da un commento ad un altro, credendo che dietro queste azioni si celino sentimenti profondi, legami duraturi.

Si vive incollati ad uno schermo, come se la nostra vita dipendesse da un clic, e dal numero di approvazioni che si ricevono ogni ora.

Siamo talmente affannati a socializzare che rendiamo pubblici o, meglio, presentabili, anche i nostri sentimenti, misurabili anch’essi da un “ bip” elettronico.
E dire che schiere di poeti hanno dedicato le loro emozioni più intime a questo sentimento, innalzandone il valore per quanto maggiore era la distanza, più forti le avversità, più lunghe le distanze.

Pablo Neruda ne celebrò il disinteresse, scrivendo : “Amico, portati via quello che vuoi, e se vuoi ti darò tutta l’anima.”
Perchè la vera amicizia è questa.

È una delle espressioni più pure e migliori dell’essere umano. Che vive e si alimenta anche con il silenzio e la distanza.

Come i sentimenti più forti, quelli che si sentono perchè fanno parte di ognuno, come fossero una seconda pelle o un secondo cuore, non ha bisogno di conferme né, tanto meno, di like.
Un amico può essere presente anche a migliaia di chilometri facendo sentire la gratuità dei suoi pensieri e delle sue emozioni.

La più grande differenza tra un’amicizia e una relazione di coppia, non è data tanto dalla presenza della passione, che anzi ne mitiga spesse volte il valore autentico, quanto dalla capacità che ha questo sentimento di resistere a tutto, quasi di sublimarsi in qualcosa di eterno.

Quello che, forse, oggi non riusciamo più a cogliere nei nostri rapporti è proprio questo.
Perchè per capire l’importanza serve l’assenza.

Per sentire a fondo serve il silenzio.

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