Tu non hai bisogno di fingere che sei forte. Paulo Coelho in una poesia che abbraccia e consola la nostra sensibilità

La vita di Paulo Coelho è stata un susseguirsi di viaggi, battaglie, conquiste che lo scrittore brasiliano ha mirabilmente riportato nei tanti scritti pubblicati in tutte le lingue del mondo.

Scorrendo la sua biografia, un aspetto colpisce il lettore in modo particolare:
quella ricerca di umanità intesa sia come accettazione dei propri limiti, sia come trampolino per spingersi più in alto.

Non alla ricerca del successo fine a se stesso, ma della propria verità.
Per giungere a questo, prendendo spunto dalle varie culture che lo scrittore ha conosciuto ed incontrato nella propria vita, la capacità di liberare il proprio cuore e la propria mente rappresentano una tappa obbligata.

E il pianto ne è una dimostrazione, come ampiamente spiegato anche dalla psicologia che ne sancisce il valore terapeutico come momento di liberazione.

Esprimere le emozioni non è mai pericoloso. Negarle lo è , perché in questo caso ci imprigionano invece di liberarci, impedendoci di vivere il mondo in tutta la sua intensità.

Il pianto ricorda la pioggia, come racconta una bellissima leggenda dei Nativi Americani, che dopo aver visto i colori litigare incessantemente tra loro per dimostrare, ognuno, la propria supremazia, sbottò e li ammonì cosi:

“Siete sciocchi a volervi vantare a tutti i costi, a voler dimostrare ognuno la propria forza. Dovete essere capaci di tenervi per mano, di amarvi, così che quando io dovrò ripulire il mondo dalla tante ingiustizie, voi farete tornare il sorriso mostrandovi tutti uniti”.

Fu così che nacque l’arcobaleno, metafora di rinascita e di unione.
Quella che Coelho ha sempre suggerito nei suoi tanti capolavori.

Viene in mente così la storia di Pilar, la protagonista del romanzo “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”, che racconta del percorso di questa giovane andalusa alla ricerca della verità e di Dio, che scopre il valore dell’abbandono, attraverso il pianto, delle tante inquietudini e domande che avevano riempito il suo percorso.

Perché piangere è un atto di riconciliazione con se stessi e il mondo, e come la storia di Pilar ci insegna, aiuta anche a smettere di lottare contro il proprio cuore, a riscoprire, insieme all’amore, anche la fede.

Leggiamola insieme allora questa stupenda poesia di Coelho, ricordandoci dell’arcobaleno e del sorriso che ritorna dopo ogni temporale!
Fingere che sei forte

pilar

Tu non hai bisogno di fingere che sei forte,
non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene,

non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri,
se ne avverti la necessità piangi

perché è bene che tu pianga fino all’ultima lacrima,
poiché soltanto allora potrai tornare a sorridere.

Paulo Coelho

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