Non serve pregare se poi si parla male degli altri. È inutile pronunciare belle parole se nei fatti non si usa il cuore

È facile ingannarsi con le persone per via delle apparenze, per ciò che esse stesse vanno sbandierando ai quattro venti.

Ci sono individui in grado di fingere perfettamente, di predicare bene, di vendersi per ciò che non sono.
È raro incontrare qualcuno veramente sincero, leale e schietto al punto di mostrarsi per ciò che è, qualcuno che respiri la verità dentro e fuori di sé.

Troppo spesso vediamo falsi moralisti, che condannano il comportamento degli altri, ma che sono i primi a non rispettare le loro famiglie.

Predicatori che parlano di principi morali e di etica senza pensare a quanto sia buio il loro comportamento.
Quel tipo di persone che dicono agli altri di comportarsi secondo regole religiose quando sono i primi a non rispettarle.

Sono proprio coloro che non si conformano a ciò che impongono di fare.

Al giorno d’ oggi l’avvento dei social ci spinge a presentarci sugli stessi, utilizzando modi di esporci nel descrivere la nostra vita, seguendo degli schemi fuori dalla realtà, solo per apparire come pensiamo sia più corretto agli occhi degli altri, anche se questo non corrisponde alla realtà.

Tendiamo a mostrare idee e opinioni che sono in sintonia con quello che la gente si aspetta, con ciò che ci fanno credere sia più accettabile, senza renderci conto di quello che importa realmente, come se dovessimo necessariamente seguire degli schemi imposti dalla società.

In questo contesto, molte persone finiscono per dissociarsi da se stesse, costruendosi una doppia vita, dividendosi in due parti di cui una si presenta in un modo, mentre l’ altra sente di essere completamente dal lato opposto rispetto a quello che sta mostrando.

Per questo siamo abituati a vedere intorno a noi persone con una doppia personalità, persone che si mostrano in un determinato modo, ma poi dimostrano che sono completamente l’ opposto.

Persone che imprecano e poi vanno in Chiesa, altre che passano il tempo a screditare gli altri semplicemente per invidia nei confronti di quello che hanno, altri ancora che tradiscono le proprie mogli, che commettono crimini e molto altro ancora.

Una cosa è certa: quello che conta veramente e’ come viviamo realmente la nostra vita quotidiana, il modo rispettoso con cui ci rapportiamo agli altri, la vicinanza che abbiamo con le persone.

Dovremmo imparare che non bisogna cercare un contatto con gli altri solo per riceverne un tornaconto.
Imparare ad avere fede, a credere nelle preghiere, quelle vere.

Solo così la nostra vita può avvicinarsi a quell’idea di perfezione che ci piace tanto.
Dopotutto dovremmo renderci conto che quello che diciamo, sono solo parole, e niente di più.

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