Gli empatici hanno un forte senso di non appartenenza alla propria realtà e questi sono i motivi

Le persone empatiche vivono la loro esistenza con un costante senso di non appartenenza alla realtà.
Come se fossero stati scaricati in una dimensione che non è adatta a loro …
Ma perché?

Ci sono diverse ragioni che spiegano questo “senso di non appartenenza”.
Ma prima vediamo cosa significhi essere una persona empatica.
La peculiarità di una persona empatica?

Essere in grado di sentire, oltre che provare, le emozioni degli altri.
Una persona empatica riesce a capire se qualcuno è nervoso, arrabbiato o triste.
Sa riconoscere una persona falsa o se qualcuno finge di essere qualcosa che non è. Sa cogliere il dolore fisico degli altri.

Tutto questo può, però, poter fare avvertire alla persona empatica un senso di alienazione.
Per questo l’empatia può essere considerata da alcuni come un dono, da altri no.

Alcuni scoprono di essere empatici, solo dopo aver attraversato alcuni momenti difficili.
E’ così infatti che una persona può riuscire ad affrontare le sue emozioni e poi anche quelle degli altri.

Una persona empatica può poter arrivare ad assumersi un carico troppo alto e al contempo soffrirne il peso.
Che succede in questi casi?

Che il soggetto in questione può poter preferire la solitudine, il che può solo che intensificare ulteriormente questo suo “forte senso di non appartenenza”.

Le persone empatiche, devono dover dunque attraversare il buio per ritrovare la luce.
Sopportare i tempi difficili, per diventare persone migliori.
Poiché i tempi bui i veri precursori del cambiamento.

Ma perché gli empatici possono poter sperimentare un senso di non appartenenza alla realtà?
Forse perché risulta essere il modo prediletto, affinché non rimangano fermi.
E’ un po’ come dire che possono trovare il loro posto nella vita, attraverso questa sorta di alienazione che permette loro di migliorare sempre più.

E’ così che una persona può riscoprirsi essere empatica: diventa più forte e la sua empatia aumenta di pari passo alla forza che man mano si viene ad acquisire.
Finchè alla fine, arriva al punto in cui smette di guardare fuori, poiché ha imparato a trovare le risposte dentro se stessa.

La società sembra volerci dire costantemente cosa e come pensare, come dovremmo essere educati e di cosa abbiamo bisogno per sentirci felici.
La persona empatica non si fa minimamente toccare da tutto questo.

Poiché, ognuno di noi è unico e in quanto tali siamo destinati ad avere le nostre personali esperienze di scoperta di noi stessi e della realtà circostante.
Come può dunque una persona empatica, non provare questo senso di non appartenenza in un mondo che ci vuole tutti uguali?

È difficile sentirsi bene in un mondo in cui tutto sembra essere così sbagliato!
E’ un pò come dire che hanno un forte senso di non appartenenza, pur non appartenendo a loro…
Poiché la causa non è nel loro essere.

Per questo è fondamentale continuare a lavorare su noi stessi, ascoltando la nostra voce interiore e la nostra verità, poiché solo così possiamo arrivare a comprendere la ragione di tutto ciò che sentiamo.

Possiamo anche non riuscire ad adattarci al mondo esterno, ciò che importa davvero è riuscire ad essere fedeli a noi stessi, poiché solo in questo modo possiamo trovare il nostro posto e il nostro senso di appartenenza.

Pertanto, concludendo, mi sento di darvi un consiglio spassionato e sincero: siate fedeli a voi stessi, sempre.
È l’unica arma sicura che avete, l’unica su cui potete realmente contare.

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