Ad un figlio non si parla mai male del papà. Se è un buon padre saprà guadagnarsi il suo amore e il suo rispetto

Il rapporto tra un figlio e il suo papà è un argomento forse poco discusso.
Un rapporto problematico tra un figlio e il suo papà, lo è ancora di più.

Sentiamo spesso parlare delle madri, leggiamo articoli che le riguardano, guardiamo programmi che le vedono protagoniste.
Oggi vi invitiamo a riflettere su un aspetto del rapporto padre-figlio, tra i meno discussi, ma che invece riteniamo uno dei più importanti.

Una riflessione sulla figura del padre è necessaria.
Soprattutto per i figli e per quei figli che per motivi diversi, non hanno la possibilità di crescere con questa figura vicina.

E per quei figli spesso, sottoposti ad un vero e proprio “fuoco amico” teso a infangare, denigrare o a demolire la figura del proprio padre.

Quando il rancore di alcune madri si insinua nell’educazione che danno ai propri figli o quando la delusione per l’ormai ex compagno corrompe ogni logica e buonsenso, si perde di vista il bene di un bambino.
Si può essere un “cattivo compagno”, ma un padre eccellente.

Troppe madri lo dimenticano, attraverso questi comportamenti.
Si può essere un “cattivo” compagno e un pessimo padre, ma lasciamo che sia il bambino a capirlo. E un bambino lo capirà.

Le madri rivestono un ruolo indispensabile nella vita del proprio figlio, ma anche quello del padre lo è, per crescere, per entrare nel tempo della vita e nel suo significato.

Demonizzarne la figura, criticarlo in continuazione, addossargli la responsabilità di ciò che è accaduto nella coppia, non solo è in molti casi falso, ma estremamente nocivo per un figlio costretto ad ascoltare sfoghi che non corrispondono alla verità delle cose.

Se poi, come spesso accade in una società sempre più confusa e promiscua, si vuole addirittura sostituire la figura e l’importanza del padre con qualche sostituto, ecco che l’identità di ogni figlio, privato del legame originario, rischia di subire non pochi contraccolpi.

Il papà, per ogni figlio, è un eroe, il Cavaliere che protegge, il rifugio nel quale si cerca riparo durante le prime tempeste della vita, colui che incarna la sicurezza.

Crescendo, si cerca con lui il confronto. Fase che può anche essere burrascosa, ma quando un padre sa porsi come figura di supporto e di consiglio, ecco che il suo ruolo e le sue parole saranno sempre cercate ed ascoltate.
Chiarito questo, e compresa l’importanza della figura paterna, pensiamo a quanti, tanti, tentano con ogni mezzo di dare tutto ciò che possono ai propri figli.

In termini materiali, necessari sicuramente per dare loro istruzione, supporto, ma anche in termini di presenza, affetto, consiglio.
Quanta strada per tentare di colmare le distanze quando i figli sono lontani, quante fatiche per dare loro testimonianza dell’amore che un padre nutre nei loro confronti.

Tutto questo i figli lo comprendono, e serve sicuramente come garanzia di un amore che non é scalfito dalle distanze e dalle assenze quotidiane, ma anzi costituisce motivo per esserne orgogliosi, sicuri, seppur vivendo una situazione diversa da coloro che il papà lo hanno accanto ogni giorno.

Si sentono dire spesso, da coloro che vogliono persuadere della normalità di queste situazioni, un’infinità di sciocchezze.
Che non conta la quantità di tempo, ma la qualità, che sono meglio poche ore vissute con intensità rispetto ad intere giornate vissute magari nell’indifferenza.

Le cose non stanno sempre così e non ci sono tante filastrocche da ripetere quando le circostanze della vita mettono distanze notevoli tra padri e figli.

Sfide che solo il legame costruito faticosamente tra loro potrà far sì che non si creino vuoti incolmabili, fratture insanabili ma, al contrario, sia garanzia di un unione in grado di resistere alle circostanze della vita.
Una madre che desidera solo il bene del proprio figlio, saprà resistere alla tentazione di influenzarlo.

Saprà crescerlo insegnandogli a distinguere il bene dal male senza portare come esempio il proprio genitore.
Saprà insegnare il rispetto, la responsabilità e lo spirito di sacrificio, senza additare nessuno come un modello da non seguire.
Lo valuterà il bambino, crescendo.

Lo farà grazie a quei principi e valori, grazie ad una mamma attenta e libera da ogni risentimento.
Sarà infatti sempre un figlio a scrivere la “pagella” del proprio padre.
Sarà lui a sancirne l’importanza e il valore.

E questo è ciò che ogni padre, degno di questo nome, merita come riconoscimento.

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