Amare significa essere liberi e sentirsi liberi di amare

Amare significa essere liberi, sentirsi liberi, liberi di amare, di vivere quel sentimento meraviglioso senza obblighi, senza catene, senza il peso delle illusioni.

L’amore, è pensiero di Mario Quintana, è qualcosa che non prosciuga, non soffoca, perchè quando si trasforma in nodo perde l’essenza dell’amore.

È magnifica questa riflessione, capace di abbinare il sentimento più profondo che si possa provare con la caratteristica più nobile che ogni persona deve ricercare: la libertà.

Ma quando apriamo un giornale o ascoltiamo un notiziario, ci accorgiamo quanto sia distante questa idea dalla realtà.

Non per questo però, deve essere considerata meno vera e meno degna di grande attenzione.

Non possediamo nulla e, soprattutto, nessuno.
Possiamo avere il controllo di noi stessi, anche se spesso non abbiamo alcun potere sugli eventi che accadono.

E per questo, invece di affrontare il cammino della vita con la giusta serenità ci accapigliamo ancora di più, tentando di controllare e possedere sempre più cose e persone.

Uno degli atteggiamenti più sbagliati che si assume al giorno d’oggi è questa necessità di voler trovare sempre il “proprietario”, determinare il corso della vita, controllare i passi e la vita di qualcuno.

Il tiranneggiamento è un comportamento codardo e ingiusto, poiché nessuno ha il diritto di limitare le dimensioni dei sogni di libertà.

Le persone dovrebbero stare insieme per desiderio, affinità, condivisione. Essere partner e compagni di loro spontanea volontà.

Purtroppo, invece, molti confondono il rapporto con la prigione, la collaborazione con l’obbligo, l’affetto con la devozione.

E quindi l’amore perde la sua componente più bella e naturale, quella di essere espressione libera e senza vincoli di quello che si prova.

L’amore non ha legami, semplicemente perché il sentimento non ha confini chiari, delimitati.

Sono infiniti, incommensurabili, illimitati. Il sentimento si espande, si moltiplica, perché la sua natura è libera e spontanea.

Non puoi provare ad arrestare ciò che non puoi diminuire, delimitare se stessi e l’altra persona.

Chiunque voglia tradire tradisce, a prescindere da quello che fa l’altro, indipendentemente da quello che dice l’altro, perché il tradimento è una decisione di coloro che se ne assumono la responsabilità.

Ma questo non ha a che fare con l’idea di controllo, e ancor meno con l’idea di amore.

Se qualcuno tradisce significa che quel sentimento è finito o, forse, non era nemmeno mai cominciato.

Cercando chiuderlo in una sorta di gabbia, anche se dorata, non ne aumenta lo spessore o l’intensità.

Si dilaziona solamente il momento in cui, alla prima occasione, se ne andrà, come era suo destino.

Non capirlo è qualcosa di quasi ridicolo, ingenuo. Qualcosa di cui ridere, se non fosse per gli epiloghi tragici che, troppo spesso, si leggono sulle cronache.

Chi ama ascolta la voce che ha dentro, e quindi non ha bisogno di qualcuno che gli dica cosa fare o cosa no, come vestirsi, come parlare o relazionarsi con il mondo.

Non ha bisogno di padroni, perchè appartiene al suo sentimento, quello più sincero!

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