La verità su ciò che accade nella mente delle persone che soffrono d’ansia

Andiamo ad analizzare cosa accade a chi soffre di ansia, ai disturbi legati a questa patologia che, a quanto riportano le statistiche, colpisce circa 2 milioni e mezzo di persone solo in Italia, e circa 20 milioni in Europa.

Un disturbo in crescente aumento, sicuramente anche a causa delle condizioni di vita, in bilico tra precarietà e bisogno di sicurezza che colpisce una fetta sempre maggiore di persone.

Vediamo allora quali sintomi porta questa patologia e, potendo riconoscerli, trovare qualche valida alternativa per non cadere nelle sue grinfie.

Si rifiuta improvvisamente un invito, un’occasione speciale. Ci sono giorni in cui si potrebbe aver pianificato di fare qualcosa e, quando arriva il momento, l’ansia prende il controllo di tutto.

Si è consapevoli di tutto quello che sta accadendo, ma proprio per paura si annulla tutto.

Basta una parola, un pensiero, per far scattare tutta una serie di paure, magari legate a qualche ricordo, per prendere repentinamente la decisione di fare marcia indietro.

Un altro indizio e campanello di allarme riguarda il sonno. Nonostante giornate stressanti sotto il profilo mentale si tende ad andare a dormire tardi e ci si alza presto.

Appena svegli l’ansia comincia a lavorare di nuovo, e magari se si tende a scacciarla tornando a dormire non si riesce comunque a riposare.

Questo disturbo colpisce la capacità di rilassarsi e riposare, e a lungo andare si entra in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

Uno dei sintomi più forti è quello che porta a pensare il peggio in ogni circostanza.

Invece di godersi un ​piacevole ​momento così com’è, non si puo’ fare a meno di immaginare che lo scenario peggiore è inevitabile.

Se ci si ammala, si collegano i sintomi con le peggiori malattie che si possano immaginare.

È come se la mente facesse credere che nulla possa andare bene.

L’ansia porta a fraintendere anche gli atteggiamenti del prossimo.

Se, ad un certo punto, una persona magari amica nota qualcosa che non va e pone una domanda, la persona ansiosa reagisce ancora peggio.

Come se il suo stato fosse così evidente da fargli perdere anche il poco controllo che ancora conserva.

Quando si comunica con qualcuno, che sia il partner, un amico o un parente, se,durante una chiacchierata non risponde immediatamente,si inizia a pensare che forse si è detto o fatto qualcosa di sbagliato.

Una sorta di svalutazione di se stessi,o di eccessiva attenzione a come si viene percepiti dall’interlocutore.

Si vive di continui confronti, paragoni. Si diventa ossessionati, causa insicurezza perenne, del successo o della carriera dell’amico e del conoscente, e nel momento in cui si nota un indizio del loro avanzamento si sprofonda in uno stato che non è di invidia, ma crescente insicurezza circa le proprie possibilità.

Si diventa ossessivi con se stessi, con i risultati del proprio lavoro, con i paragoni sull’estetica, con tutto quello che rischia di minare in maniera importante il residuo di auto-stima rimasta.

L’ansia è un nemico subdolo. Si insinua in ogni aspetto della giornata, stravolge le percezioni, annebbia la mente, crea fantasmi, prosciuga le energie.

L’aspetto positivo è che si può sconfiggere.

La prima e più importante condizione è la presa d’atto che c’è e non bisogna vergognarsene.

Con un buon sostegno e con la mano di qualcuno si può iniziare un percorso di recupero e rigenerazione di se stessi, ed accorgersi, magari poco tempo dopo, come quei fantasmi erano solo creazioni della propria paura e non reali pericoli.

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