L’amore è desiderare la felicità dell’altro anche quando questa felicità, non sei più tu

L’amore vero è questo, è desiderare la felicità del tuo partner anche quando questa felicità, non sei più tu…

Quando una relazione finisce accade spesso quello che avviene la notte di Capodanno: piatti che volano, bicchieri che si trasformano in missili e via di questo passo!

Ci si dimentica delle tante emozioni condivise, soprattutto ci si dimentica del valore dei sentimenti.

Altre persone invece pensano che amare significhi stare insieme per sempre, anche quando i sentimenti impallidiscono. Mantenere quella promessa iniziale anche quando ormai non ha più senso.

Si possono senza dubbio condividere o meno queste idee, ma su una cosa occorrerebbe riflettere, se si è amata davvero una persona.

E cioè se alla base di quel sentimento c’era e ancora esiste il rispetto della libertà, intesa come capacità di rispettare le scelte di un partner, anche quando non sono più allineate con le nostre.

L’amore è nutrire rispetto e ammirazione per qualcuno che ami anche quando una relazione giunge al termine.

L’amore è sperare che l’altro raggiunga i suoi obiettivi, affinché possa realizzare i suoi sogni e progetti anche se non si è più insieme per condividerli.

L’amore è lasciare andare tutti gli ormeggi e i lucchetti che di solito mettiamo all’altra persona.

È sbarazzarsi di tutti quei segni che segnano il territorio, è capire che un sentimento va oltre, o dovrebbe, lo status di coppia e di mantenimento di una relazione.

Erich Fromm scrisse: “Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare.”

Non vuole essere un elogio alla solitudine certamente, ma l’invito a non considerare l’amore, quello sincero e disinteressato, con la condizione di possesso.

Se amare significa, anche, desiderare il bene dell’altra persona, questo non deve essere misurato dalla vicinanza e dall’essere riconosciuti come la coppia perfetta.

C’è una forma di amore, disinteressata, che dovrebbe insegnare qualcosa, ed è quella che si prova per i propri figli.

Amare è conoscere il tempo di abbandonare le mani che tenevamo strette e avere la maturità di continuare a sentire lo stesso sentimento.

È respirare profondamente e saper riconoscere quanto può fare male scavare in se stessi e vedere come comunque ne è valsa la pena.

Non è facile, ma amare davvero non è certamente semplice.

Qualcuno, in questo caso Hermann Hesse, lasciò ai posteri una sintesi perfetta:

“L’amore non vuole avere, vuole soltanto essere”.

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