Fidarsi del proprio intuito non è solo giusto, è spesso necessario

È necessario, spesso, fidarsi del proprio intuito. Di ciò che si sente e non solo di ciò che si vede.

L’intuizione è un’arma potente, è il solo modo che il tuo spirito ha di comunicare con te.
(Stephen Littleword)

Basterebbe questa frase a far comprendere il valore dell’intuizione, quella capacità che travalica ragione e razionalità portandoci diritto all’essenza delle cose.

L’epoca odierna, quella che affronta tutto con la ragione e crede di potere spiegare ogni cosa, spesso rimane bloccata ed attonita di fronte ad un sapere e a percezioni che non riesce e non può controllare.

Secoli di esaltazione, spesso irrazionale, del pensiero analitico hanno attribuito alle sensazioni la fama di reazioni primitive e inaffidabili: eppure sono anch’esse predizioni del cervello, spesso molto efficaci.

Immaginiamo per un attimo che cosa accadrebbe se, un manager, durante un consiglio di amministrazione, facesse pubblicamente appello alla propria intuizione! La cultura positiva, il pensiero razionale non glielo perdonerebbero di certo.

Ci sono tante motivazioni per questo, per la maggior parte profondamente sbagliate, anche sotto l’aspetto analitico. Le intuizioni derivano da un processo di valutazione e comparazione effettuato dal cervello.

Esso è in realtà una complessa macchina che confronta le sensazioni e le esperienze del presente con quanto già appreso in passato, predicendo così quello che sta per avvenire.

Secoli di dittatura del pensiero razionale hanno relegato le intuizioni a qualcosa di prossimo alla magia, qualcosa di ” pancia”, afferma chi no.n ne conosce le origini ed i meccanismi con le quali si formano.

Come ricordato perfettamente da un’indagine pubblicata su The Conversation, le intuizioni non sono risposte sciocche, da ignorare o correggere con il ragionamento. Sono soltanto una forma diversa di elaborazione delle informazioni.

Nei rapporti interpersonali poi il potere delle intuizioni, quello che oggi è chiamato in maniera dolce come empatia, è proprio la capacità di leggere, capire, comprendere l’interlocutore e le situazioni in maniera immediata, filtrando direttamente ragionamenti ed atteggiamenti che spesso tendono a mascherare la realtà.

In questi frangenti le intuizioni si verificano quando il cervello nota un collegamento o un’incongruenza tra quanto percepito e quanto affermato ad esempio, ma questo confronto non raggiunge la soglia della coscienza, avvertiamo cioè che è così, ma non sappiamo come ci siamo arrivati.

Occorre essere chiari, e non affidarsi totalmente e sempre alle intuizioni. Formandosi sulla base di una mediazione tra pensiero razionale ed percezione emotiva, possono, quando lo stato d’animo non è tranquillo o l’interesse per l’argomento e la scelta appaiono vitali, rischiare di portare una persona fuori strada.

Riuscire quindi a razionalizzarle nel proprio pensiero aiuta sicuramente a giungere ad una corretta mediazione tra analisi prettamente logica e valore immediato dell’intuizione.

Le intuizioni ci parlano, ci suggeriscono senza dubbio spunti per arrivare ad una sintesi.

È di grande aiuto riuscire a collocarle nell’ambito della situazione che si sta vivendo, per fare in modo che ci suggeriscano le opzioni che bisogna scegliere.