Come ho smesso di inseguire la felicità e iniziato a godermi la mia vita imperfetta

“Voglio vivere la mia vita senza stress e preoccupazioni. Non ho bisogno di essere ricco o famoso. Voglio solo essere felice. ”
(Anonimo)

Vi è mai capitato di fissare degli obiettivi e di diventarne “schiavi” rendendoli il centro della vostra vita e disponendo tutto il resto intorno ad essi?

Avete mai pensato che la felicità fosse la naturale conseguenza della loro realizzazione? Che non si potesse essere felici diversamente?

Io l’ho fatto molte molte.

Durante tutta la mia vita, ho misurato la felicità con le mie conquiste. Ho spinto per ottenere buoni voti a scuola, mi sono concentrato sulla ricerca di una buona Università , poi ho trovato un lavoro ben pagato.

Tuttavia, anche dopo aver ottenuto tutte queste cose, non ero felice.
Dopo aver raggiunto gli obiettivi, essi diventavano normali, non straordinari come pensavo che fossero.

Dopotutto, la sensazione di successo non era poi così eccezionale.

Ho incolpato i miei risultati per la mia insoddisfazione, ho pensato che non fossero abbastanza per sentirmi felice. Quindi pensavo di dover fare di più. Ho trovato un nuovo obiettivo e sono caduto nella trappola di nuovo.

Ho sempre avuto qualcosa da perseguire.
Ho abbandonato alcune cose nella mia vita per perseguirne altre. Le mie scuse erano sempre “Non posso riposare adesso. Sono occupato a fare… Lo farò dopo aver raggiunto… Sarò rilassato e mi godrò la vita solo dopo…”

Ho sempre rinviato la mia felicità al futuro, non mi sono riposato mai.

Le poche volte in cui mi concedevo un’uscita, un momento di relax, arrivava il senso di colpa.

Il senso di colpa era sempre lì a tormentarmi, ad incolparmi per aver abbandonato il mio lavoro, per essermi abbandonato alla pigrizia.

Quando la stanchezza ha avuto la meglio su di me, ho compreso che qualcosa non andava.

Nei due giorni successivi, ho tentato di smettere di pensare a come raggiungere i miei obiettivi e ho prestato la massima attenzione a come mi sentivo. Ho preso tempo per me stesso, solo per pensare alla mia vita.

Ed è stata doloroso constatare che non solo non mi ero goduto la vita, ma avevo perso così tante cose…

Ho dimenticato l’ultimo traguardo della mia vita.

Tutti vogliono essere felici , incluso me. Il mio obiettivo finale è sempre stato quello di godermi la vita. Ma ho costantemente rimandato la mia felicità mentre lavoravo verso altri obiettivi a breve termine.

Pensavo di essere responsabile della mia vita e della mia felicità, ma non lo ero. Ho lasciato a quegli obiettivi a breve termine il controllo della mia vita. Di conseguenza…

Mi sono separato dai miei cari.

Nella mia visione di una vita felice, ero sempre lì con la mia famiglia e per la mia famiglia. Ma la dura verità era che non lo ero.

Infatti, li ho rifiutati quando hanno mostrato preoccupazione per me. Sentivo che non capivano le mie scelte.

La ragione per cui avevo bisogno di ottenere di più era per il loro benessere, speravo che sarebbero stati felici e orgogliosi di me. Ma non era quello che volevano. Volevano me, non i miei titoli.

Ogni volta che ottenevo qualcosa, erano felici di vedermi felice, non per altro.

Ho ferito i miei sentimenti.

Ero impegnato a rincorrere l’idea della mia vita perfetta, misurando il mio valore con le mie conquiste.

Quando non riuscivo a raggiungere il mio obiettivo, mi sentivo indegno, un fallito.

Quando invece riuscivo nel mio intento, non mi sentivo straordinario, orgoglioso.

Ho avuto una relazione dura con me stesso. Pensavo di non essere mai abbastanza bravo, mai abbastanza degno per amare e essere amato.

È doloroso pensare di non essere amati.

Ho danneggiato la mia salute.

Poiché ero determinato a raggiungere i miei obiettivi sopra ogni altra cosa, ho ignorato il mio corpo quando mi urlava il suo bisogno di riposare.

Mi concedevo un po’ di riposo solo quando non potevo più lavorare, quando tutte le mie energie sparivano.

Imparare ad essere felice con la mia vita imperfetta

Abbiamo tutti la tendenza di confrontarci con gli altri. Sono cresciuto credendo che la vita fosse una gara ed ho cercato di essere il cavallo più veloce.

La felicità non è il risultato del nostro impegno. Non può essere misurata dai nostri risultati.

La felicità è la direzione che scegliamo e il modo in cui viviamo le nostre vite. Per alcuni, la felicità è ascoltare la voce della propria madre al telefono ogni giorno.

La felicità probabilmente può essere misurata dalle risate. In fondo, la felicità è amore e amor proprio. Sto realizzando quanto sia bella la vita.

Ecco alcune cose che ho fatto per scoprire la mia felicità.

Meditazione

La meditazione mi consente di riprendere fiato, rallentare e guardare la mia vita con una prospettiva totalmente diversa.

Vivere momento per momento

Non cerco più di leggere un libro mentre pranziamo. Non penso più al mio lavoro mentre cucino o faccio la doccia. Invece, cerco di gustare il cibo, ogni singolo boccone, di ascoltare i vari rumori che faccio in cucina, di sentire l’acqua calda scorrere sul mio corpo e lasciare che si lavi via tutto lo stress e l’ansia.

Inutile dire che non mi sono mai sentito più vivo. Ora riconosco quanto è bella e colorata la mia vita.

Affermazione dell’amor proprio

Inizio la mia giornata raccontandomi quanto sia bella la vita e quanto mi ami. Prima di uscire dal mio letto, sorrido e dico a me stesso: “Grazie vita per un altro giorno meraviglioso.”

La felicità non è qualcosa da perseguire in futuro. La felicità è disponibile adesso, proprio dove sei.

Quando smettiamo di rincorrere l’ombra della felicità, iniziamo a riconoscere che tutte le cose di cui abbiamo bisogno per essere felici, sono già qui con noi. Da sempre.

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