La scienza spiega perché siamo tutti dipendenti dall’amore

Probabilmente tutti noi abbiamo “amato da impazzire ” almeno una volta nella vita.
Quell’amore folle e irragionevole che tiene impegnati cuore e mente da mattina a sera.

Forse a qualcuno di noi sta accadendo proprio ora, forse proprio a te che leggi.

Non riesci a pensare ad altro.
È come se l’amore che senti ti avesse creato una sorta di dipendenza.

E la verità è che dipendente, lo sei davvero.

Oppure non sei dipendente da un nuovo amore, ma non riesci ad andare oltre, a superare quello “vecchio”.

Magari la tua storia è finita da un pezzo, dentro di te sai che chiuderla è stata la cosa migliore, ma non riesci a smettere di pensare al tuo ex.
Magari ti stai chiedendo perché ti manca ancora così tanto…

Ebbene, la scienza ha una spiegazione.
L’amore fa parte del sistema di ricompensa del cervello.

Tutti quei sentimenti folli, irragionevoli … sono dovuti al cervello che prepara una sorta di cocktail chimico che ti fanno sentire dipendente dal tuo partner.

Helen Fisher, antropologa, spiega:
“L’amore non è un’ emozione, è un sistema di motivazione, è un’unità e fa parte del sistema di ricompensa del cervello.”

I neuroscienziati Andreas Bartels e Semir Zeki, hanno condotto una ricerca per confrontare l’ attività cerebrale di alcune coppie innamorate, con quella di alcuni tossicodipendenti veri e propri.

Si è scoperto che le due diverse situazioni, hanno attivato attività nella stessa zona di ricompensa del cervello.

Inoltre la ricerca ha mostrato attività nella regione del cervello che controlla tutte le dipendenze.

Quando ci innamoriamo, non possiamo impedire che i nostri sentimenti crescano.
Ed ecco che come una dipendenza vera e propria, non vediamo l’ora di sentire la sua voce, di avere la sua presenza, di desiderarlo in ogni momento della giornata.

Ogni volta che pensiamo a lui, avvertiamo una scarica di adrenalina e i sentimenti continuano a crescere.

Questa sorta di ossessione, viene indicata come “intensificazione” in riferimento alla dipendenza.

Quando un rapporto si chiude, la dipendenza non finisce. Magari finisse!
Invece il cervello passa attraverso la fase di astinenza, soprattutto se si è la persona che è stata respinta.

Pianto, inappetenza, perdita del sonno, ansia, solitudine… sono alcuni dei sintomi che si avvertono dopo una separazione.

Sono gli stessi sintomi della dipendenza chimica, ma la dipendenza emotiva, a differenza dell’altra, è necessaria.
La sopravvivenza della specie si basa sulla dipendenza d’amore.

Affinché la specie umana sopravviva, è necessario un attaccamento emotivo. Per far sì che gli uomini continuino a prosperare e a moltiplicarsi, il cervello lo mette in atto.

L’attaccamento in amore può essere positivo quando i sentimenti sono reciproci, mentre può trasformarsi in una dipendenza tossica quando non sono corrisposti o vengono respinti.

Quando è quest’ultima ipotesi a verificarsi, bisogna superare quella dipendenza.
Secondo gli scienziati bastano 11 settimane per superare la dipendenza e i sintomi di astinenza che ne derivano.

Trascorre del tempo con i propri amici, con i familiari, aiuta il cervello a produrre più oppioidi, che sono come antidolorifici naturali.

Occorre del tempo per liberarsi da qualsiasi tipo di dipendenza, ma abbracciando le proprie emozioni e affrontandole coraggiosamente, si può superare.

Lavora sulla tua mente e la tua anima guarirà.

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