Chi non ha il controllo su se stesso, finisce per opprimere gli altri

Le persone che hanno poco auto-controllo, che non riescono a dominare ansie, frustrazioni, sentono, come impulso immediato, quello di controllare gli altri.
Una forma di reazione che porta la persona in oggetto, ad avere di sè un’immagine forte e salda.

La letteratura in materia è vasta. Costruttivi sono stati i contributi che Freud diede al disturbo, definito come una forma di nevrosi ossessiva.

Le persone affette da questa nevrosi, attivano meccanismi di difesa volti a trasferire, attraverso comportamenti duri e punitivi, la loro ansia e mancanza di controllo.

La persona insicura, fortemente ansiosa, percepisce una minaccia in ogni situazione e questo determina un riflesso inconscio ed impulsivo verso forme di controllo su coloro che hanno vicino.

La perfetta fotografia che evidenzia come il non sapere controllare la propria mente, porta a trasferire questo bisogno sugli altri.

Semplificando il concetto si può dire: “Non riesco a controllare le mie emozioni quindi ti dimostro che tengo sotto controllo il tuo operato”.
È più o meno questo il paradigma che prende vita nella psiche di una persona con questa nevrosi.

Eventi traumatici, frustrazioni, sono i fattori scatenanti.
Il soggetto in questi casi, per la paura, anche comprensibile, che possano verificarsi ancora, attua tutta una serie di meccanismi di difesa.

Quando queste azioni non sono controllate in maniera equilibrata, si scivola nella nevrosi.

Questa patologia del controllo la si può osservare nei contesti più diversi: nell’ambito del ruolo genitoriale, nei rapporti di lavoro, nelle relazioni interpersonali.
Sia a livello di coppia che nelle amicizie.

Meccanismi che finiscono, ovviamente, per incidere negativamente sulla qualità della relazione stessa.

Dal controllo più o meno accentuato, si passa all’imposizione, alla manipolazione, ad una situazione nella quale la persona nevrotica è spinta ad esercitare pressioni continue, a scaricare la propria patologia, fatta di ansie e paure, nei confronti del prossimo.

Quando il carattere della persona insicura non è sufficientemente forte, tali atteggiamenti possono prendere sfumature diverse.

Al controllo rigido e all’imposizione, si sostituisce un impulso a prendere solo per sè, mettendo i propri bisogni e le proprie esigenze in cima a tutte le priorità.

Questa seconda ipotesi, a volte anche miscelata con atteggiamenti prima descritti, fu analizzata in una brillante ricerca degli psichiatri Friese ed Hofman.

La tendenza impulsiva a mettere i propri bisogni e le propri pulsioni davanti a tutto, spinge la persona verso istanze del ” tutto o niente”.

Denotano, questi comportamenti, l’incapacità del controllo, l’impossibilità a contenere le spinte interne e la pulsione a scaricarle senza freni inibitori.

Al punto che la mania del controllo, il prendere solo per sè, sono accompagnati dalla immediatezza della soddisfazione della richiesta. Cioè l’esigenza è istantanea ed immediata deve essere la soddisfazione della pulsione.

Può accadere a tutti di subire una nevrosi di questo tipo? Quali sono i segnali che occorre tenere in considerazione? Domande sulle quali è bene riflettere perchè, in teoria, tutti siamo a rischio di finire in uno stato mentale e psicologico come quello che stiamo descrivendo.

A seguito di violente delusioni, in qualsiasi campo, a seguito di eventi traumatici improvvisi, cioè a fronte di accadimenti particolarmente forti o che ci colgono del tutto impreparati.

Le reazioni immediate sono quelle dello sconforto e dalla paura, e se non gestite nel modo corretto, possono portare a forme di nevrosi.

Come comportarsi quindi, o quali accorgimenti utilizzare?

Non esistono ricette preconfezionate, lo sappiamo. Fare tesoro però di alcuni considerazioni può risultare utile. Pensare che nella vita incertezze ed imprevisti sono all’ordine del giorno, e quindi non farsi condizionare oltre misura.

Nulla è predeterminabile ed incanalabile su binari facili e senza difficoltà.
La disponibilità ad aiutare e ricevere aiuto, è una delle forme di sensibilità più alte, e non deve mai essere dimenticata.

Insieme a questa disponibilità la consapevolezza che con fiducia ed ottimismo le soluzioni si troveranno.

Cosa ne pensate?
Lasciateci le vostre esperienze e condividete per conoscere quelle dei vostri amici!

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