A poco a poco, sto imparando che non devo reagire a tutto e a tutti quelli che mi fanno star male.

A poco a poco, sto imparando che non devo reagire contro cose o persone che mi feriscono.

Non auguro il male a queste persone e non ripago con la stessa moneta gli atti di egoismo, perché ho capito che vendicandosi, non
si costruisce una vita felice.

Con il tempo ho capito che maturità non significa sopportare le persone “tossiche”, ma allontanarsi da loro e concentrarsi sulla propria felicità.

Sto imparando a praticare lo sforzo necessario per trasformare il negativo in positivo e a comprendere che una scelta sbagliata non deve deviare il mio cammino verso la luce e verso me stessa.

Sto imparando che non tutti trattano gli altri come meritano, che il mio tentativo di lottare contro le ipocrisie, mi rende una persona sola e crea il vuoto intorno a me.

È difficile, ma a poco a poco sto imparando che non reagire a ciò che mi ferisce, non significa rassegnarmi a quella situazione, ma pormi al di sopra di essa, perché so che la vita è fatta di fasi, che la ruota gira.

Per questo ho deciso di farmi un regalo e di provare ad essere una persona migliore.
E per questo ho deciso di allontanarmi dalle persone negative e tossiche e che mi fanno sentire inadeguata.

Lentamente ho capito che reagire con durezza, con rabbia, con nervosismo, al male che ci viene fatto, significa dare agli altri il potere sulle nostre emozioni.

Non dobbiamo dimenticare che non possiamo controllare chi ci ferisce, ma possiamo controllare le nostre reazioni, il nostro comportamento.

Tutte le delusioni e i dolori della vita, insegnano qualcosa a chi desidera imparare.
Insegnano anche ad avere stima e fiducia in se stessi.

Sto imparando, soprattutto, che reagire non farà riflettere chi mi fa del male, non cambierà il suo atteggiamento nei miei confronti.

Una reazione anzi, può avere l’effetto opposto.
Può essere interpretata come una provocazione e quindi un invito a fare peggio e intanto avrò lasciato intendere i miei punti deboli e le mie fragilità.

Per questo motivo, è molto meglio lasciare che la vita continui, concentrandomi su ciò che accade dentro di me e provando a vivere ogni giorno una vita illuminata.
Alla fine raccoglieremo i frutti di ciò che abbiamo piantato, nel bene e nel male.

Ecco perché a poco a poco sto imparando tutto questo e il mio consiglio è che le persone emotive imparino ad evolversi e a concentrarsi sulla propria pace interiore.

Non reagire alle cattiverie gratuite, alle critiche immotivate, ai colpi basse e a tutto ciò che di negativo accade, è il primo passo verso una vita più felice.

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